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Dai "diari di Mina"

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Dai "diari di Mina"

Messaggio Da mosquito il Lun 24 Set 2012 - 1:52

tranquilos che non c'entra nada Mina'.. Twisted Evil

esta Mina ,
è una simpatica blogger study che ahora esta' a Quito

Exclamation

http://unitalianainecuador.wordpress.com/category/cuban-diaries/
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Re: Dai "diari di Mina"

Messaggio Da mosquito il Lun 24 Set 2012 - 1:57

Lista de Des-espera per la Isla de la juventud

[i]Dopo circa due mesi dal mio arrivo, mi viene consegnato il tanto agognato carnet (documento di identità) di studente! Con questo nelle mie mani posso viaggiare pagando in Moneta Nazionale, e non vedo l’ora!

Il primo spostamento che decido di fare è verso la Isla de la Juventud, fino al 1978 conosciuta con il nome di Isla de los Pinos, la cui capitale si chiama Nueva Gerona.
La dividono da Cuba 60 km, poco meno della metà di quelli che dividono Cuba dalla Florida (più di 140), ma nella direzione opposta!
Passata definitivamente ad essere territorio cubano solo nel 1907 (quando si risolse in tal senso una disputa contro gli Stati Uniti sulla sua sovranità), è attualmente Municipio Speciale con un’ottantina di migliaia di abitanti su oltre 2 mila km2 di superficie.



Per arrivarci con i mezzi in Moneta Nazionale, bisogna recarsi in una stazione degli Autobus Astro e aspettare una corsa che ti porti a prendere il Catamarano.

Arriviamo alla Stazione di sabato mattina all’alba, con una bottiglia d’acqua, un lenzuolo e qualche panino. Diamo i nostri carnet al signore che consegna i biglietti degli autobus, e in cambio lui ci dà un numero, in teoria progressivo, che dovrebbe stabilire l’ordine di partenza dei passeggeri
. Il sistema di trasporti cubano in Moneta Nazionale è fatto a prova di forza di volontà! Non esistono orari, e non esistono certezze. Tu vai alla Stazione, ti metti in fila e aspetti. Nulla è sicuro, e tutto dipende dalla quantità di autobus che quel giorno andranno in quella destinazione (che non si sa mai con precisione). A volte ce ne sono tre al giorno, a volte uno ogni tre giorni…e se hai fretta…il problema è solo tuo!

La fila si chiama “Lista de espera” (lista di attesa), o anche “Lista de desespera” (lista della disperazione), e quando diventa troppo lunga, lo Stato manda due autobus di fila a “pulirla”, così, cinque minuti dopo, si può cominciare a riformare da capo! A noi danno i numeri 172 e 173…ma non ci sono 170 persone davanti a noi!





Passano 4 autobus quel sabato, ma il nostro turno non arriva. Io noto che persone arrivate dopo di noi partono prima…e ne chiedo a Pedro la ragione! Lui mi spiega che assieme ai soldi del biglietto normale, che costa una cinquantina di pesos, e i documenti, se si vuole avere la garanzia di partire..bisogna anche dare una mancia a quello che ti dà i numeri. Se tu lo paghi, ti dà un numero basso, altrimenti, te ne dà uno alto! In questo modo, se non paghi, non parti mai, perché i numeri più bassi vengono sistematicamente dati a chi arriva dopo di te, ma paga! E tu resti inchiodato in fondo alla lista! La mancia accettabile è di 5 dollari ognuno. A fianco a noi, però, c’è una coppia di vecchi signori…pensionati. Probabilmente guadagnano dai 150 ai 200 pesos al mese, che corrispondono a meno di dieci dollari. E’ impensabile che riescano a pagare la mancia!

“E chi non riesce a pagare cosa fa?” aspetta, mi risponde lui. “Ma loro non lo sanno che chi dà i numeri si fa corrompere in questo modo?” Certo che lo sanno! “E non si arrabbiano? Non dicono niente? Non protestano?” E con chi dovrebbero protestare?
Se vogliono partire prima o poi…è meglio che si rassegnino…se si mettono a protestare arriva la polizia, ma porta via loro!” Mi sento in colpa “E allora aspettiamo anche noi”. Lui sospira e mi risponde: ok…allora è meglio se schiacciamo un pisolino, perché la notte la passeremo qui”.

Io mi guardo intorno spaventata: la stazione è una stanza con delle sedie. Dai bagni, chiaramente senz’acqua, proviene un odore disgustoso e nauseabondo. “Dove?” gli chiedo. “Per terra!” dice lui stendendo il lenzuolo sul pavimento lurido. Io guardo dei bambini davanti a noi che pure dormono per terra…e le cucarachas (scarafaggi rossi) che girano loro intorno…”Tu sei matto!” dico a Pedro! Lui dice “Vuoi pagare?” “No”, “E allora dobbiamo aspettare”.




Resisto…resisto fino alla domenica mattina…poi, senza più acqua nè panini, senza poter andare in bagno e dopo essermi appisolata e risvegliata con uno scarafaggio che mi camminava sul piede, mando Pedro a pagare la mancia per me e per lui. Ci danno un numero più basso…nel ragazzo che ce lo dà noto, nell’ordine, i denti, la catena e l’orologio d’oro. A quanto pare quello è un lavoro che rende bene. Saranno partite più o meno un centinaio di persone nelle ultime 24 ore, per 5 dollari ognuna sono 500 dollari al giorno a discapito dei cittadini. Non male per una Rivoluzione comunista che fa della giustizia sociale il proprio biglietto da visita.

Partiamo domenica pomeriggio, prima di andare via saluto la coppia di vecchietti che stanno ancora aspettando…sono lì da 3 giorni…

Vado via sentendomi inquieta: “Dignità: 0; Opportunismo: 1″


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Re: Dai "diari di Mina"

Messaggio Da mosquito il Lun 24 Set 2012 - 23:34

la prima volta che si esce da Cuba..

Durante il viaggio in Catamarano per la Isla de la Juventud Pedro è silenzioso (che è strano per lui!)

Cerco di capire cosa sta succedendo, è il nostro primo viaggio insieme e ci conosciamo ancora da poco…ci sono così tante cose di lui che non capisco e che non condivido! Ha un’espressione malinconica, e gli occhi lucidi…non ne afferro la ragione.

Arrivati sull’Isola ci troviamo subito una casetta particular nella quale passare i giorni successivi. La proprietaria appena ci vede ci dice: “Venite da Cuba?” Io guardo Pedro allarmata pensando “Accidenti, meno male che era difficile uscire da Cuba…dove diavolo siamo????” Pedro mi lancia uno sguardo rassicurante e risponde di sì alla signora, poi mi spiega: le regole migratorie cubane non sono macchiavelliche solo per l’uscita dal Paese, ma anche per gli spostamenti interni! Chiaramente chi vive sull’Isola principale è più agevolato, ma molti degli abitanti delle isole minori non hanno mai neppure messo piede a Cuba (intesa come Isola principale)!

La mattina dopo noleggiamo due biciclette (senza freni – non per scelta, ma perché nessuna ce li aveva!) e andiamo a visitare il Presidio Modelo, carcere nel quale Fidel e i ribelli furono imprigionati dopo l’attacco al Cuartel Moncada di Santiago de Cuba del 1953 e dal quale sarebbero usciti grazie ad un’amnistia qualche anno dopo per essere mandati in esilio in Messico (sì, la feroce dittatura di Batista concedeva amnistie…a differenza di quella che l’ha seguita!)

Continuando la nostra biciclettata, arriviamo alla fantastica spiaggia di sabbia nera di Bibijagua!

Dopo le classiche battute infantili a Pedro sul fatto che se lui entra in acqua non si vede più a meno che non sorrida visto che è nero anche lui (lo so…in quel momento sembrava divertente!) ce ne andiamo sotto una leggera pioggerellina. Visto che il Karma ha sempre un suo equilibrio, sulla via di casa io mi diverto a prendere con la ruota anteriore le pozzanghere cercando di spruzzare Pedro, finché non entro in una che non è un pozzanghera, ma un enorme buco nell’asfalto camuffato dall’acqua! Chiaramente la ruota della mia bici affonda nel buco, si impenna, e mi catapulta in avanti per terra, il tutto tra le grasse risate dei tanti presenti che assistono divertiti confermando il luogo comune sciovinista: “que bobos son los yumas!” (come sono stupidi gli stranieri!)

Arrivata a casa piena di graffi su tutto il volto chiedo a Pedro “Cosa avevi in Catamarano?” Lui mi dice imbarazzato
“Ero emozionato…E’ la prima volta che esco da Cuba”….


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Re: Dai "diari di Mina"

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