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Cuba: riforma migratoria, anche i medici potranno viaggiare all’estero

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Cuba: riforma migratoria, anche i medici potranno viaggiare all’estero

Messaggio Da arcoiris il Mer 9 Gen 2013 - 9:37



A partire dal 14 gennaio anche i medici cubani potranno uscire dal paese, come il resto dei cittadini, grazie a una nuova legge che elimina una serie di di barriere migratorie che, per cinquant’anni, hanno limitato la libertà di movimento da e per l’isola caraibica. Fino all’ultimo si è creduto che il personale medico ne rimanesse precluso.

Nel weekend, il ministro della Sanità Roberto Morales ha dichiarato che la riforma migratoria toccherà anche il personale medico.

In ottobre Cuba ha annunciato una delle più simboliche riforme della sua storia recente, quella sull’emigrazione. Con l’eliminazione dei permessi di uscita e la richiesta delle lettere di invito – che arrivavano a costare fino a 230 euro – i cubani potranno lasciare più facilmente l’isola, ma solo se muniti di passaporto.

Finora i cubani hanno avuto bisogno di richiedere un permesso speciale alle autorità, le quali potevano rilasciarlo a loro discrezione. Oltre al permesso, i cittadini dovevano presentare una lettera d’invito e non potevano restare all’estero oltre undici mesi. Questo vincolo è stato esteso a due anni dalla nuova legge.

L’Avana ha inoltre assicurato che verranno normalizzati gli ingressi temporanei di coloro che sono emigrati illegalmente dopo gli accordi migratori del 1994 con gli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di “approfondire e intensificare le relazioni con la popolazione cubana emigrata”.

Quest’ultima misura interessa specialmente il personale sanitario e gli atleti che sono usciti dal paese senza farvi ritorno o quelli che hanno abbandonato l’isola illegalmente a partire dal 1990, se sono trascorsi più di otto anni dalla loro partenza. Non rientrano nel provvedimento quanti hanno lasciato l’isola attraverso la base navale di Guantanamo, sotto amministrazione statunitense, “per ragioni di difesa e sicurezza nazionale”. Il governo agevolerà inoltre il ritorno delle persone scappate da Cuba quando avevano meno di 16 anni e di quelle che tornano per prendersi cura dei familiari indigenti.

Una fuoriuscita di massa di medici comprometterebbe gravemente l’economia cubana, dal momento che la categoria apporta circa 3.8 miliardi di euro l’anno nella casse cubane per la prestazione di servizi in patria e all’estero. Solo in Venezuela operano almeno 35.000 medici cubani.

Studi realizzati dalle autorità cubane scartano l’ipotesi di una fuga di massa del personale medico. Secondo il dipartimento della Migrazione cubano, dal 2000 sono state ricevute quasi un milione di richieste di uscita, e nel 99.4% dei casi sono state accettate.

Secondo la stessa fonte, di quanti in questo periodo hanno viaggiato temporaneamente all’estero, solo il 12.8% vi è rimasto a vivere definitivamente. Negli ultimi dodici anni, solo il 10% dei 150.000 laureati che sono usciti dal paese non vi ha più fatto ritorno.

Come sostengono le autorità, a Cuba risiedono attualmente 75.000 medici, mentre ogni anno 5.000 giovani si laureano in medicina.

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