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La quema de Bayamo, ¿un suicidio inútil?

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La quema de Bayamo, ¿un suicidio inútil?

Messaggio Da arcoiris il Mer 16 Gen 2013 - 9:35



LA HABANA, Cuba, enero, www.cubanet.org -La historia cuenta que poco tiempo después de comenzada la Guerra de Independencia, 10 mil bayameses abandonaron su patria chica, sus casas y sus memorias, cuando los independentistas, reunidos en el ayuntamiento de la ciudad, decidieron, en su nombre, rendir la plaza a las llamas y no a los españoles.

Alguien dijo una vez que esta historia no es más que una fábula consensuada. Posiblemente por eso, los que no tuvieron la desgracia de sentir en sus espaldas el calor abrasador de la madera de sus hogares ardiendo, y ver como todas sus pertenencias y sus recuerdos más queridos se convertían en cenizas, aceptan hoy sin objeciones que aquel incendio fue el acto heroico de un pueblo, y un sacrificio necesario para la patria.

A 145 años de aquella inmolación, también me hubiera gustado conocer el punto de vista de quienes se sacrificaron en contra de su voluntad para que otros realizaran su ideal; conocer a esa otra parte humana de la patria que los políticos, parafraseando a uno de ellos, consideraron como carne de cañón. Conocer, en definitiva, la historia de los que maldijeron a quienes les quemaron sus casas y echaron a rodar a sus familias, verdaderos pilares de lo que consideramos hoy como patriotas.

Mujeres embarazadas, niños y ancianos, familias enteras que sufrieron los rigores de la vida nómada del monte, las enfermedades y la persecución, en aras de un ideal que, aunque fuera justo y noble, les era ajeno a quienes ni negocios ni intereses políticos tenían en aquella contienda. Y, no obstante, se vieron obligados, por fuerza mayor, a seguir a quienes ya habían decidido por ellos.

Pocos ahora osarían decir, so pena de ser acusados de cobardes y traidores, que quizás la quema de Bayamo fue, ante todo, un acto irracional, desesperado y suicida, decidido por unos pocos, no por la mayoría de los pobladores.

Y es que nuestra patria está gobernada ahora por hombres radicales, de ideas tremendistas, sobre todo cuando no son ellos los que deben enfrentar directamente las consecuencias. Hombres que desprecian y persiguen cualquier otra idea o decisión que no sean las suyas propias. Hombres que en su momento no dudaron en convertir a la Isla en un cenicero nuclear, en nombre, no de un ideal, sino de una caprichosa y egocéntrica manipulación. Hombres que enviaron a los cubanos, como carne de cañón, a morir en guerras ajenas. Hombres que prefieren hundir nuestra isla en el mar antes que dejar de gobernarla.

Quizá sean estos hombres los culpables de que yo no vea en el sacrificio de Bayamo nada heroico, sino, por el contrario, sólo un acto suicida, y un simbolismo útil sólo para quienes desean imponer un ideal a ultranza, no importa si para hacerlo tengan que inmolar a multitudes.


TRADUZIONE AUTOMATICA




L'Avana, Cuba, Jan, www.cubanet.org-La storia che ha iniziato poco dopo la Guerra d'Indipendenza, 10000 bayameses lasciarono la loro terra, le loro case ei loro ricordi, quando il pro-indipendenza incontro in municipio la città, ha deciso, per loro conto, rendono il posto alla fiamma e non gli spagnoli.

Qualcuno ha detto che la storia non è che una favola d'accordo. Forse è così, chi ha avuto la sfortuna di sentire alle spalle il caldo torrido del legno brucia le loro case, e vedere come tutti i vostri beni e le vostre memorie preziose trasformato in cenere, ora accettano senza obiezioni che questo fuoco era l'atto eroico di un popolo, e un sacrificio necessario per la patria.

A 145 anni di quel sacrificio, anche io avrei voluto conoscere il punto di vista di coloro che hanno sacrificato contro la loro volontà in modo che gli altri fanno il loro ideale; so che altra parte umana del paese che i politici, per parafrasare uno dei quali , considerata come carne da cannone. Conoscere, in breve, la storia di coloro che li maledisse bruciato le loro case e ha preso a filmare la sua famiglia, veri pilastri di ciò che consideriamo oggi come patrioti.

Le donne incinte, i bambini e gli anziani, intere famiglie che hanno subito i rigori della vita nomade della malattia di montagna, e la persecuzione per amore di un ideale, anche se giusto e nobile, che era estranea a loro o avevano interessi economici o politici in questa lotta. Eppure, sono stati costretti da forza maggiore, a seguire coloro che hanno già deciso per loro.

Pochi ora il coraggio di dire, a pena di essere accusati di codardi e traditori, forse bruciando Bayamo era soprattutto un atto irrazionale, disperato e suicida, decise da pochi, non per la maggior parte delle persone.

Ed è che il nostro paese è ora governato da uomini idee radicali allarmistiche, soprattutto quando sono loro che devono affrontare direttamente le conseguenze. Gli uomini che disprezzano e perseguitano ogni altra idea o decisione diversa dalla loro. Gli uomini che una volta non hanno esitato a trasformare l'isola in un posacenere nucleare di nome, non è un ideale, ma una manipolazione capricciosa ed egocentrica. Gli uomini inviati a cubani, come carne da macello a morire in guerre straniere. Gli uomini che preferiscono affondare la nostra isola nel mare, prima di smettere di governare.

Forse questi uomini sono colpevoli che non ho visto nulla di Bayamo nel sacrificio eroico, ma, al contrario, solo un atto suicida, e il simbolismo utile solo per coloro che vogliono imporre un ideale a tutti i costi, anche a che fare con per uccidere i folle.

CUBANET.ORG

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