Cerca
 
 

Risultati secondo:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Ultimi argomenti
Chi è in linea
In totale ci sono 4 utenti in linea: 0 Registrati, 0 Nascosti e 4 Ospiti :: 1 Motore di ricerca

Nessuno

[ Vedere la lista completa ]


Il numero massimo di utenti online contemporaneamente è stato 85 il Sab 9 Giu 2012 - 10:49
Ottobre 2017
LunMarMerGioVenSabDom
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

Calendario Calendario

Flusso RSS


Yahoo! 
MSN 
AOL 
Netvibes 
Bloglines 



Esami d’ammissione: una valutazione dell’istruzione a Cuba

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Esami d’ammissione: una valutazione dell’istruzione a Cuba

Messaggio Da arcoiris il Mar 11 Giu 2013 - 23:28




yoani sanchez


Non sono più vestiti con le uniformi azzurre e alcuni maschi mostrano persino una chioma ribelle. Quei capelli che nessun professore obbligherà a tagliare - almeno durante le prossime settimane - e che finalmente cadranno davanti alle forbici del Servizio Militare Obbligatorio. Sembrano ancora degli studenti, ma presto molti di loro si troveranno a marciare in un plotone con un fucile in spalla. Sono i giovani che proprio in questi giorni terminano la loro vita scolastica nei diversi licei di Cuba. Gli esami d’ammissione all’Università sono ormai alle spalle e questa settimana sono stati resi noti i nomi di coloro che si sono guadagnati un posto nell’istruzione superiore.

Fuori dalle scuole gli elenchi dei promossi e dei respinti parlano da soli. Il liceo José Miguel Pérez - del municipio Plaza de la Revolución - potrebbe essere un buon esempio per spiegare la situazione. Questo centro d’insegnamento ha un ottimo rendimento scolastico se lo paragoniamo agli altri licei della capitale. Situazione in parte favorita dalla composizione economica e professionale del quartiere, che permette a molti genitori di affiancare ai figli i cosiddetti “maestri di sostegno” in orario extrascolastico. Nonostante queste caratteristiche, in quel liceo le statistiche di fine corso sono piuttosto allarmanti.

Infatti, 233 studenti hanno ultimato il dodicesimo grado ma soltanto 222 si sono presentati agli esami di ammissione e tra questi solo 162 sono riusciti a superare tutte le prove. Il resto dovrà presentarsi in una seconda sessione oppure accettare l’esito negativo. Il maggior numero di voti bassi è stato in Matematica, materia che ha visto solo 51 alunni ottenere giudizi tra i 90 e i 100 punti. Tra le facoltà preferite spesso venivano indicate agli ultimi posti le discipline pedagogiche. “Per avere la certezza di una qualsiasi occupazione, dopo aver superato gli esami con poco profitto”, confermavano - con poco pudore - quei potenziali maestri del domani.



Statistiche del liceo José Miguel Pérez

Principio e fine (?) di un errore

I giovani che quest’anno finiscono le scuole superiori sono il prodotto degli esperimenti educativi venuti fuori dalla cosiddetta Battaglia delle Idee. Oggi hanno tra i 17 e i 18 anni e hanno cominciato la secondaria inferiore quando stava prendendo forza il programma dei Maestri Emergenti. Sono stati educati in aule dove il televisore e la macchina riproduttrice di video erano protagonisti, in mancanza di professori sufficientemente preparati. Nei momenti più difficili sono arrivati a seguire il 60% dei corsi con l’ausilio di uno schermo. Inoltre hanno raggiunto la pubertà in pieno indottrinamento ideologico, che negli ultimi cinquant’anni è sempre andato di pari passo con l’istruzione, ma che ha toccato il culmine subito dopo il caso del bambino Elián González. Alla fine degli anni Novanta, Fidel Castro approfittò di quel fatto per imprimere un giro di vite al discorso politico in tutti i campi della vita sociale.

Coloro che si sono diplomati terminando il dodicesimo grado da alcune settimane, costituiscono la prima informata che non ha dovuto frequentare i collegi di scuola - lavoro nei licei di campagna. Una bella notizia per i giovani ma soprattutto per i genitori. Questo cambiamento ha portato alcune modifiche didattiche che hanno obbligato a rinnovare piani di studio, libri e quaderni. I maestri che provenivano dai cosiddetti collegi hanno dovuto adattarsi alle nuove condizioni. Nonostante le difficoltà del vecchio regime di internamento, queste scuole in campagna costituivano per il personale docente luoghi di contatto diretto con i contadini che vendevano o scambiavano prodotti agricoli. Tra i pochi incentivi per lavorare in un posto simile, c’era quello di potersi portare in città un po’ di banane, patate dolci, carne di maiale e frutta a un prezzo molto più economico rispetto ai mercati dell’Avana. La perdita di quel piccolo privilegio ha convinto alcuni maestri a rinunciare alla carriera didattica.



Memorizzare o mettere in discussione?

Le numerose ore perdute nelle aule per mancanza di assistenza da parte dei professori, è un altro dei segni distintivi dei recenti diplomati. Bisogna aggiungere, la diminuzione di importanza del carattere sperimentale nell’insegnamento delle scienze, visto il degrado o l’assenza dei laboratori di chimica, fisica e biologia. Molti licei hanno praticamente cancellato gli esperimenti con sostanze chimiche, per mancanza di materie prime e per il timore che gli studenti potessero sperperarle. I corsi di educazione fisica, informatica e inglese sono stati i grandi sconfitti dall’esodo di maestri verso altri settori lavorativi. L’educazione liceale si è focalizzata sull’apprendimento mnemonico di date, nomi, eventi, senza far progredire lo spirito critico, la capacità di comprendere e di mettere in discussione certezze. I diplomati possono mandare a memoria anni e giorni importanti della storia patria, ma non sono in grado di formarsi un’opinione personale sugli eventi.

La qualità della scrittura, la buona ortografia e l’uso corretto dello spagnolo rappresentano altri insuccessi didattici. Il prossimo settembre entreranno nelle aule universitarie studenti con serie mancanze in quei tre aspetti. Ma questo non significa che si troveranno davanti pretese eccessive o un programma di studi che non saranno in grado di portare a termine. Varcano i cancelli di un’Università molto lontana dalla qualità didattica un tempo presente a Cuba. Nel ranking delle Università Latinoamericane di questo 2013 , La Colina avanera è calata dal cinquantaquattresimo all’ottantunesimo posto, altro segnale che indica quanto sia urgente rivedere completamente il modello educativo. Il livello scolastico dei nuovi diplomati che accedono all’insegnamento superiore, ha reso inevitabile ridurre le pretese.

Giocare con l’alchimia dell’apprendistato, gli esperimenti caratterizzati più dal volontarismo che dall’analisi scientifica, l’eccesso di ideologia nelle discipline, la volontà di promuovere mentalità docili e incapaci di discutere, il poco accesso da parte degli studenti alla bibliografia aggiornata (leggi Internet) e la frode scolastica come pratica che fiorisce dove manca l’etica, stanno minando uno dei grandi pilastri dell’identità nazionale. Stiamo distruggendo una delle nostre eccellenze, composta da conoscenza, scuola e insegnamento. Ma non si può risolvere un problema se non confessiamo che esiste. Per questo motivo, fino a quando si parlerà in tono trionfalistico dell’educazione cubana, questa continuerà a sprofondare nella mediocrità, nel degrado materiale e pedagogico.



Traduzione di Gordiano Lupi


_________________
avatar
arcoiris
Admin

Messaggi : 15646
Data d'iscrizione : 25.04.12
Età : 41
Carattere : vieja y desbaratada pero fantasiosa y calientica

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum