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..da un report del 2007

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..da un report del 2007

Messaggio Da mosquito il Dom 16 Giu 2013 - 2:28

30agosto, 7 di mattina, dopo una notte non agevolissima, salutiamo Sara e Marcelo gentili e ospitali anche se un pò silenziosi e si va verso il nostro Bus Viazul da Trinidad alla volta di Santiago! Il tratto da attraversare è molto e il biglietto costa 36CUC. Strada facendo sostiamo a Camaguey, Las Tunas, Holguin e noi, tra un pisolino non proprio comodo e uno sguardo al panorama sempre molto verde ma sinceramente un pò piatto e deludente, inganniamo il tempo pregustando già* Santiago. Scrivo qualche pensiero sulla nostra Cuba finora, qualche sms e la colonna sonora che ascolto, mi fa correre molto più veloce del bus Viazul.

Sono quasi le 20 quando mettiamo piede nella città* più caraibica e rivoluzionaria di Cuba...Santiago. Siamo stanchi, non abbiamo voglia di contrattare coi tassisti o con i padroni di casas per cui...come va va, sceglieremo il primo che ci "adesca"!!! Ci va abbastanza bene, è un arrendador inscripto cioè autorizzato, la casa è centrale ma la camera è un pò dimessa e maleodorante, in compenso Ernesto è di buona compagnia e strada facendo già* ci ha spiegato cosa fare in città*, ci ha dato 2 indirizzi per comprare sigari e rhum in modo "alternativo", e se cerchiamo "divertimento" e già* ci ha organizzato qualche escursione nei paraggi, tutto questo senza che noi gli abbiamo chiesto alcunchè...straordinario!! La casa è vicino al palazzo del museo Bacardi e a due passi da Parque Cespedes il centro della città*, verso sera una breve passeggiata non ce la toglie nessuno, veniamo spesso assaliti da jineteros (la versione maschile delle jineteras) che ce la mettono tutta per non farsi sorprendere dalla policia ma siamo troppo stanchi e assonnati per combattere...

31agosto La mattina dopo facciamo colazione insieme a Ernesto e la moglie Iris, personaggi particolari e soprattutto castristi convinti!! Nonostante l'aria a Cuba stia cambiando e le persone cominciano ad avere dubbi sul regime e su tutto quello che ha significato finora, ci sono ancora castristi-comunisti come loro. E' comunque un piacere parlottare con loro anche se le loro idee quasi rivoluzionarie, sono ormai anacronistiche, sembra siano rimasti ai tempi in qui Santiago era rebelde, revolucionaria y heroica.

Divertiti cominciamo a girovagare per il centro della città*, notiamo come il caldo sia molto più umido e appiccicoso e come il cielo qui sia un pentolone in continuo fermento, ora pare voler diluviare...ora pare rasserenarsi...ora piovigina...ora non più. Il centro storico di Santiago non e' enorme e, tutte le cose interessanti si possono vedere a piedi senza problemi, compreso salire all'ultimo piano dell'Hotel Casa Granda tramite l'ascensore...da un lato c'e' una bellissima vista della citta' ma dall'altro lato ci si imbatte nell'ennesimo non senso dell'isola: quassù ai cubani è vietato salire e rischiano fino all'arresto se lo fanno!! Parque Cespedes è un pò il centro del centro, da un lato il palacio del Ayuntamiento, dall'altro la bella Catedral. Ma quello che notiamo girando è la quasi assenza di auto (se non taxi), la grande pulizia ma soprattutto come questo posto sembra essere il centro di un paesino coloniale sonnolento più che quello di una città* di mezzo milione di abitanti. Visitiamo il Museo Bacardi edificio neoclassico un pò fuori posto, dedicato a uno dei più illustri santiagueros Emilio Bacardi, che ebbe il merito di trasformare il distillato della canna da zucchero da aguardiente a rhum vero e proprio diffondendolo in tutta l'isola e poi in tutti i Caraibi.




Nel primo pomeriggio decidiamo di dare fiducia ad un hombre simpatico e disponibile...Camilo, ci propone un giro al Morro e a Cayo Granma, cosi saltiamo su un taxi che per 8CUC ci scarrozza fino al Castillo di El Morro e ci aspetta per riportarci al centro. Il Castillo fu costruito dagli spagnoli tra il 1633 e il 1693, l'ingresso costa 5CUC ed è molto ben conservato, torri e torrette dai colori grigiastri si stagliano sulla costa aspra e a picco sul mar del Caribe...il posto giusto per passare un pò tempo perdendosi nell'orizzonte.

Dall'imbarcadero vicino, sempre con Camilo, saltiamo su una lancia che per 1CUC ci porta al vicino Cayo Granma. Il cayo e' una piccola isoletta al centro della baia di Santiago, un posto tranquillo, senza auto, senza rumori, dove osservare case, baracche, capanne, ville una dentro l'altra, tutte costruite sul mare come preistoriche palafitte e dove si puo' mangiare ottimo pesce in quantità* e pagare pochi pesos cubani, in compagnia di gruppi di ragazzetti caciaroni. Se approdate qui fate una cosa...buttate l'orologio. A sera regaliamo a Camilo anche la nostra presenza la suo Paladar per la gioia sua e di tutta la famiglia


Ultima modifica di mosquito il Dom 16 Giu 2013 - 2:59, modificato 1 volta

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Re: ..da un report del 2007

Messaggio Da mosquito il Dom 16 Giu 2013 - 2:35

01settembre Il sole non è ancora alto quando prendiamo l'autobus N°2 per il Santuario El Cobre, nel pieno della Sierra Maestra. La basilica Nuestra Senora del Cobre si trova a circa 30 Km dal centro di Santiago ed e' il luogo di pelligrinaggio piu' venerato del paese. La sua storia inizia nel 1606 quando tre pescatori trovarono una piccola statua in legno della vergine che galleggiava sulle acque della vicina Bahia del Nipe, l'immagine si racconta recasse un cartello che diceva "Soy la Virgen de la Caridad". Cosi fu portata alle miniere di rame di El Cobre e venne costruito un santuario. In seguito la Vergine venne proclamata Santa Patrona di Cuba da Papa Benedetto XV, e oggi viene familiarmente chiamata "Cachita".

Salendo e entrando nella Sierra Maestra, i panorami si colorano sempre più di un verde intenso, superati i paesi di El Castilito e La Cahoba, le colline diventano montagne e le montagne disegnano scorci ora piccoli, ora vasti e maestosi sulle vallate circostanti. Il santuario giace in una conca completamente circondata dal verde e dalle forme morbide della Sierra. La statua de La Nuestra Senora de la Caridad e' possibile vederla all'interno della Basilica, in una cappelletta che contiene numerosi ex voto, piccoli oggetti e ricordi lasciati dai tanti fedeli venuti quassù per ringraziare la Vergine dei favori ottenuti. Il luogo non è affollato anche se non mancano bancarelle e chioschetti, ci concediamo un giro intorno al santuario e poi sù, per un sentiero che ci conduce ad un improvvisato mirador che domina tutta l'area.



La giornata scorre veloce e sulla via del ritorno scegliamo di proseguire verso il paesone di Palma Soriano con un taxi preso al volo insieme ad altri 2 ragazzi cubani, non abbiamo idea di come tornare poi a Santiago ma va bene cosi...La strada verso Palma è forse ancora più bella, piena di curve ma con panorami splendidi. Ramon e Sergio sono davvero simpatici e...moderni, amano l'Europa, non disdegnano la vita all'occidentale e secondo loro Fidel è già* morto solo che non lo dicono per non creare panico...Cuba è stata troppo tempo alla finestra del mondo, troppo tempo chiusa in sè stessa, e la colpa, secondo loro, non è degli USA ma di Fidel!! I cubani amano il ricordo della revolucion, il ricordo del socialismo ma sono quasi alla canna del gas e Ramon e Sergio ce lo confermano. Lungo la strada ci fermiamo ad una delle tante bancarelle, mangiamo un bocadillo e qualche mango per addolcirci la bocca, mentre una ragazzetta troppo svestita ci lancia occhiate ammiccanti. Una volta a Palma, dopo aver insistito per pagare in pesos cubani anzichè in CUC, i nostri nuovi amici ci informano che per tornare a Santiago l'unico modo è saltare su uno dei vari camiones in partenza. Paghiamo un paio di pesos cubani e molto lentamente, facciamo ritorno in città*.

Le facce incontrate sul camion sono di quelle che difficilmente si dimenticano, noi sembriamo scesi da un altro pianeta e varie persone vedendoci spaesati, ci chiedono se per caso non abbiamo bisogno di aiuto...siamo si spaesati ma stiamo bene!! stiamo bene finalmente immersi nella Cuba cubana, stiamo bene perchè finalmente ci sentiamo parte de la Isla. La sera a Santiago, altro giro per il centro, una comida veloce mescolati alle note di una chitarra e buonanotte.

02settembre Oggi lasciamo Santiago. Siamo stati bene qui, il clima, la gente, l'aria...tutto è stato perfetto. Forse il fascino della capitale strega di più, forse la maestosità* dei suoi edifici ed il fermento delle sue strade non hanno eguale, ma a Santiago forse si sta meglio, meno turisti, meno caos, più Cuba più realtà*. Spesso mi sono chiesto guardando in faccia le persone come facciano a vivere qui, Santiago per loro non è quello che è stata per me, per loro Santiago significa una casetta cadente della periferia, un turista da abbordare a tutti i costi, significa mandare i bambini incontro a chissà* quale futuro. Santiago vuol dire un carretto trainato dai buoi perchè non si hanno nè auto nè sidecar, vuol dire avere 90 anni e suonare trombette e chitarrine fino a notte fonda per poi tornare a casa magari regalandoti un sorriso ma con pochi spiccioli in mano. A Cuba ogni tanto succede di svegliarsi, ci si dimentica del viaggio per ritorvarsi nella cruda realtà* ma intanto il nostro bus è quasi arrivato a Guantanamo.


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