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..da un report del 2007

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..da un report del 2007

Messaggio Da mosquito il Dom 16 Giu 2013 - 2:54

06settembre Impiega circa tre ore e costa 12CUC il bus per Camaguey... Partiamo verso le 9.30 e trenta minuti dopo mezzogiorno siamo in una delle città* più affascinanti di tutta Cuba. La carretera ci ha fatto incontrare nuovamente gruppi di cubani in cerca di un passaggio, hombres pronti a vendere benzina al primo acquirente, donne su biciclette cariche all'inverosimile ed una miriade di venditori di frutta...le strade cubane sono sempre una sorpresa. Arrivati al terminal prenotiamo subito il biglietto per Santa Clara e ci accorgiamo di come il tempo stia passando e i soldi se ne stiano andando...

La casa di Camaguey ce l'ha consigliata Ana Bertha che da Holguin ci ha prenotato anche le notti che ci servono. Peccato che sia molto lontana da centro della città*, oltre la estacion de ferrocarriles, ma poco male Andres è ospitale e gentile e Camaguey è troppo bella per pensare a questo. La città* era tra la più potenti e floride del periodo coloniale, oggi è la terza del paese. Fu costuita seguendo uno sviluppo urbanistico alquanto "labirintico" ma un tempo questo era un modo per difendere i palazzi principali dalle invasioni, mentre oggi è un modo per mettere in difficoltà* chi vuole girarsela a piedi senza guida...

Il centro storico è abbastanza grande e l'unico riferimento per orientarsi è il lungo rettilineo di Avenida de Los Martires e Avenida Republica che taglia in due il centro, costeggiando bei palazzi bassi in stile coloniale e arrivando fin quasi al Parque Agramonte. Da qui Camaguey è un infinito, bellissimo susseguirsi di angoli, di ombre, di portoni colorati e di scorci di vita di strada. Il primo impatto col centro lo si ha in Plaza de los Trabajadores dove sull'ufficio postale campeggia una grande effigie del Che "comandante amigo". La piazzetta è piena di bici-taxi che per 3 cuc ti scarrozzano ovunque. Dalla plaza scendiamo verso il Parque Agramonte, un giardino bello affollato incorniciato dalla giallognola Iglesia de la Catedral. Molto bella anche la Iglesia de Nuesta Senora del Carmen alla fine di calle Martì. Qui, in fondo ad una stradina lastricata, chiusa ai lati da costruzioni basse in tinte pastello verde-rosa, si staglia la linea morbida della chiesa colorata di un rosa pallido accentuato dalla luce di un sole ormai calante. Sosteremmo ore nella piccola piazzetta arredata anche con simpatiche statuine ma decidiamo di proseguire. Altro gioiello da scoprire nel dedalo di Camaguey è plaza San Juan de Dios. Un pò fuori mano alla sinistra di calle Lugareno, nascosta da case e palazzotti colorati, la piazza è il trionfo della tranquillità*. Non c'è quasi nessuno a parte un gruppetto di ragazzi che gioca a pallone, l'aria è fresca e silenziosa, la chiesa candida si mimetizza con un palazzo ma è molto carina, il sole sta calando e noi due siamo felici... Più tardi mangiamo qualcosa nella zona più movimentata tra Maceo e Republica. Dimentichiamo per un po' la confusione delle strade e ci buttiamo a capofitto nel ritmo cubano della Casa de la Trova, sicuramente la più bella e genuina tra quelle incontrate sinora, dove passiamo un bel pò di tempo.

Continuiamo passeggiando senza una meta precisa, beviamo una cerveza, incontriamo gruppetti di ragazze sempre ammicanti e pronte a fare amicizia e torniamo verso casa soltanto quando il sole ci ha salutato ormai da un bel pò

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Re: ..da un report del 2007

Messaggio Da mosquito il Dom 16 Giu 2013 - 2:58

Il giorno 7 settembre La voglia di mare è tornata, il viaggio volge al termine forse non ci saranno più occasioni per tuffarsi nel turchese per cui la mattina presto, a bordo del taxi di Mariano, siamo alla volta di Playa Santa Lucia.

Questa playa dista circa 110km da Camaguey, la tariffa taxi è di 20CUC a testa ma dovendo anche tornare riusciamo a strappare un appuntamento per la sera ed una tariffa totale di 70CUC totali. Playa Santa Lucia è discretamente turistica, c'è qualche grande albergo costruito qui grazie o a causa di una fra le più grandi barriere coralline del mondo, ricchissima di fauna marina che richiama molti amanti delle immersioni. Puntiamo dritti ad un tratto di costa non troppo affollato, dove i colori sono di quelli da ricordare, la sabbia è di un bianco accecante, il turchese-verde del mare è spettacolare e oziare in acqua in una cornice simile è una goduria provata poche volte.



Facciamo amicizia con un gruppetto di ragazi cubani e non, appena tornati da una battutta di pesca oltre la barriera, ci mostrano felici barracuda, marlin, aragoste e chi più ne ha èpiù ne metta... e ci danno appuntamento per la cena. L'invito ci alletta eccome!! ma ci risulta complicato restare fino a sera inoltrata. Più tardi saliamo su un calesse travestito da taxi e puntiamo 8km a nord verso La Boca. Il tragitto ci permette di entrare in contatto ancora una volta, con i cubani, le case povere, la gente che vive con poco, i loro grandi e sinceri sorrisi. Playa Los Cocos è bella affollata, il mare è di un azzurro limpido anche se nubi cariche e minacciose si stanno avvicinando. Passiamo tutto il pomeriggio a passeggiare ora sulla riva,ora nelle stradine interne, e la pioggia ci colpisce in pieno quando siamo di ritorno verso Santa Lucia, una pioggia breve ma l'acqua ci schiaffeggia quasi per quanto è violenta. Il ritorno in taxi sulle strade bagnate è di quelli da ricordare...la nostra intrepida Lada ha gli ammortizzatori andati e ogni buca, ogni sasso, ogni pozza diventa un luna park.

La sera diluvia ancora, restiamo a casa con Andres e famiglia che non preparando la cena, ci invitano dai loro zii al palazzo di fronte. Un piatto a base di pollo cotto in una salsa agrodolce, un buon piatto di patate, un bicchiere di rhum, tutto per 7CUC con in più una simpaticissima compagnia di allegri svitati.

08settembre Siamo ancora a Camaguey, la città* si è svegliata ricolma d'acqua, lungo le strade ancora non si vede la normale confusione di inizio giorno, ma c'è un sole bellissimo, inaspettato e il temporale della notte è un pallido ricordo. Con una giornata cosi il nostro desiderio di Cayo Sabinal aumenta a dismisura.

Il Cayo dista più di 100 km dalla città*, è all'interno di un'area protetta e non è ancora battuto dal turismo invadente e caciarone anche se da Los Cocos c'è un catamarano pronto all'uso...Grazie al consiglio di Andres ci dirigiamo all'agenzia Cubacar presso l'hotel Puerto Principe, siamo fortunati e ritiriamo dopo solo un'ora la nostra Suzuki, paghiamo 50CUC (più 150CUC di cauzione) e, dopo aver chiesto un pò di informazioni su come arrivare a Cayo Sabinal, ci immettiamo sulla statale per Nuevitas.

La strada dopo l'acquazzone notturno non è in buono stato, in più sulle strade cubane è praticamente vietato sorpassare mezzi pesanti, e c'è un bel pò di policia in giro. Superiamo Minas e altri villaggi inzuppati ma prima di Nuevitas svoltiamo a sinistra verso baya de Mayanabo. Incominciato il pedraplen incontriamo il primo blocco stradale...due tipi assonnati ci fermano, documenti, patente, controllano il baule e via... Dopo pochi km il secondo posto di blocco, la strada qui è sterrata e bisogna fare molta attenzione a non correre. Al controllo altri due giovanotti sorridenti, sembrano quasi felici di vedere qualcuno che passa da queste parti. Paghiamo il solito assurdo pedaggio di 5CUC, chiediamo un pò di informazioni sul Cayo e proseguiamo felici che non abbiano scoperto le macchine fotografiche sennò erano altri 5CUC. Cayo sabinal è una zona protetta e il verde rigoglioso che ci circonda ne è testimone, di turisti se ne incontrano davvero pochi e la giornata sempre più limpida e i colori accecanti ci danno l'impressione di un luogo fuori dal mondo.

Una volta sulla costa quello che i nostri occhi mettono a fuoco difficilmente si dimentica, c'è un vento teso ma caldo, una striscia candida disegna una linea perfetta lambita da un mare dai colori strepitosi, sullo sfondo qualche capanna, un cane che corre e basta! La strada sempre sterrata gira verso destra e percorre tutto il Cayo verso sud. La prima spiaggia che ci chiama è Playa Los Pinos...semplicemente meravigliosa!! la sabbia e la marea disegnano arebeschi bianchi lungo una riva verde smeraldo, il sole picchia ma c'è un bel pò di vento. Dopo un tempo indefinito ma troppo veloce, guidiamo verso il faro Colon battuto dal vento e subito dopo siamo verso Playa Bonita. Questa sembra essere la spiaggia più frequentata, c'è anche un bungalow dove mangiamo dei camarones alla piastra e una langosta eccezionali a soli 10CUC. Volendo si può anche pernottare ed il desiderio è davvero quello di rimanere qui e forse non solo per una notte, ma alla fine la razionalità* prevale e siamo sulla via del ritorno. Cayo Sabinal è magico davvero, un posto spettacolare che speriamo davvero resti cosi come lo abbiamo lasciato noi, si sono le solite cose che si dicono ma il desiderio è quello.



Uscendo incontriamo di nuovo i ragazzi militari, stavolta i controlli sono molto minuziosi, ci fanno aprire zaini e borse e sono meno loquaci della mattina. Una volta fuori s'è fatta quasi l'ora del tramonto, la strada è più trafficata e ci sono nuovamente tanti venditori di frutta fresca sul ciglio, ci fermiamo a Nuevitas per comprare due cose, mettiamo benzina alla CUPET girovaghiamo un pò ma il paese è deserto e bruttino perciò dopo un pò, stanchi e felici, torniamo verso Camaguey.

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