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Martin Guevara, nipote del Che, racconta di Fidel, di Cuba e di uno zio ingombrante

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Martin Guevara, nipote del Che, racconta di Fidel, di Cuba e di uno zio ingombrante

Messaggio Da arcoiris il Gio 27 Giu 2013 - 9:47

Abbiamo intervistato il nipote del rivoluzionario più famoso al mondo, che ci ha raccontato di come Castro abbia sbagliato ad allinearsi all'Unione Sovietica, e di come abbia sfruttato l'immagine di Che Guevara



Figlio del fratello minore di Ernesto Che Guevara, Martin Guevara porta sulle spalle un cognome piuttosto ingombrante. Intervistato da Max, ha raccontato di Cuba e di quelli che, secondo lui, sono stati gli errori di Fidel. Ma ha parlato anche del Che e di quello che sarà, secondo lui, il futuro della rivoluzione cubana.

Tu sei l'unico della famiglia Guevara ad aver preso posizioni nette e critiche nei confronti di Fidel Castro. Qual è stato a tuo avviso l'errore più grande che ha compiuto?
Premetto che non ho niente di personale contro Fidel. In generale io non sopporto la violenza sotto ogni forma, non sopporto obbligazioni e imposizioni tipiche di ogni regime ma venendo alla realpolitik credo che l'errore più grande di Fidel sia stato quello di allinearsi incondizionatamente all'Unione Sovietica che non rappresentava sicuramente un'idea socialista o rivoluzionaria.

La famosa blogger cubana tua amica, Yoani Sanchez, è stata criticata molte volte (anche dal nostro Gianni Minà…). Molti le rimproverano di lamentarsi del regime cubano ma di aver fatto soldi sfruttando l'immagine cubana. In Italia diciamo: «Non si sputa nel piatto dove mangi». Cosa ne pensi?
Io sono convinto che ogni essere umano abbia il diritto di essere libero, di fare ciò che vuole fino a quando non va ad intaccare la libertà degli altri. Yoani non fa eccezione. Yoani e suo marito Reinaldo hanno iniziato ad esprimersi liberamente in un momento in cui la censura a Cuba era meno forte e le tecnologia l'ha aiutata. Yoani è una persona modesta e chi la critica forse non ha il coraggio che ha avuto lei nello sfidare il regime. Condivido con Yoani la politica della non violenza e della libertà di espressione.

Cuba rappresenta uno degli ultimi baluardi comunisti nel mondo. Possiamo oggi dire che il comunismo ha fallito? Oppure pensi che il modello cubano sotto certi aspetti, ad esempio quello sanitario, sia da imitare?
Beh, in questo momento storico in cui assistiamo alle pecche del capitalismo (corruzione, individualismo, classismo...) è facile essere attratti dagli slogan rivoluzionari ma non dobbiamo confondere la realtà delle cose. Cuba ha cessato di avere una rivoluzione permanente nel momento in cui ha deciso di imprigionare chi la pensava in modo diverso, dal momento che ha voluto controllare cosa si scriveva, cosa si diceva. Ovviamente ci sono anche grandi risultati che vengono usati come “spot” e che consentono di vendere il prodotto “Cuba” nel mondo. Educazione gratuita, assistenza sanitaria di alta qualità gratuita… sono cose che il resto dell'America Latina può scordarsi, come pure gli Stati Uniti. Quello che più mi colpisce di Cuba è la quasi totale assenza di violenza di strada e di crimini. Però tutto il resto è leggenda e forse il fatto che non ci siano così tanti occidentali che si trasferiscono a Cuba ne è la riprova.

In un articolo hai criticato Castro per non aver preso posizioni forti contro il dittatore militare argentino Videla, come mai?
Avevo scritto qualche anno fa un articolo che i media hanno ripreso dopo la recente morte di Videla. Nell'articolo riportavo quello che è di dominio pubblico ma spesso non si dice, ovvero che Cuba votò contro la denuncia di violazione dei diritti umani voluta dalla commissione investigativa di Carter su ordine dell'Unione Sovietica la quale comprava grandi quantitativi di grano dall'Argentina. Fidel nel suo discorso menzionò le dittature di Cile, Uruguay, Bolivia e “altri”…. Si riferiva ovviamente all'Argentina. L'Argentina poi ricambiò il favore non votando la denuncia di violazione di diritti umani a Cuba. Poi, ricordiamoci che l'Unione Sovietica comunista decorò la giunta militare argentina che ha ucciso molti esponenti di sinistra. Il concetto del mio articolo riflette quello che diceva Groucho Marx: «Questi sono i miei principi, se non ti piacciono… beh, ne ho altri».

Ci sono molti sospetti che Fidel Castro sia stato complice indiretto dell'uccisione di tuo zio Ernesto Che Guevara non facendo il possibile per salvarlo. Cosa pensi a riguardo?
Non ho basi per affermare questo con esattezza, ma indubbiamente posso dire che non c'era tutto questo entusiasmo da parte di Fidel per salvare mio zio, come invece aveva nello sfruttare l'immagine del Che. Però, ripeto, sono speculazioni. A mio avviso l'errore più grande della rivoluzione cubana è stato l'allineamento imperialista e antirivoluzionario all'Unione Sovietica quindi, se vogliamo, il tradimento è stato nei confronti dell'idea originale di rivoluzione.

Hai un cognome “pesante”. Ti ha aiutato nella vita?
Dipende. Da un lato ho un grande onore nel condividere lo stesso sangue di famiglia, ammiro mio zio, la sua determinazione, il suo temperamento, caratteristiche che ho ritrovato anche in mia zia Celia, sua sorella, una delle persone che meglio conosceva Il Che e che più gli somigliava, ma anche mio padre che ha pagato un prezzo alto per chiamarsi Guevara senza mai lamentarsi. Ci sono anche lati negativi di cui preferisco non parlare. Sicuramente quando ero adolescente avevo un punto di riferimento ingombrante.

Cosa pensi accadrà a Cuba dopo la morte di Fidel?
Nessuno lo sa, amico mio. Da quando c'è stata la rivoluzione a Cuba, ogni presidente degli Stati Uniti in carica aveva predetto che Fidel sarebbe morto prima della fine del proprio mandato. Risultato, sono morti prima loro di Fidel. Non sappiamo nemmeno se Fidel sia effettivamente mortale! Scherzi a pare. Con il dovuto rispetto di chi ha preso parte alla rivoluzione, e non di quelli che hanno voluto trarre beneficio e potere dalla rivoluzione, penso che alcuni ideali vadano salvaguardati. Cuba avrà sicuramente la possibilità di costruire una nuova società, ha tutti gli elementi a favore per farlo, per compiere una rivoluzione nel senso evolutivo del termine. Penso che Raul Castro stia portando cambiamenti, alcuni anche nella giusta direzione.

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