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esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

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esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da albertico il Mer 8 Ott 2014 - 18:42




Hanno bevuto la propria urina, e persino il sangue, ma solo metà di loro sono riusciti a sopravvivere la terribile traversata nel Mar dei Carabi per arrivare negli Stati Uniti. E’ la terribile storia di un gruppo di emigrati cubani, che riporta l’attenzione sul fenomeno quasi dimenticato delle fughe dall’isola ancora governata dai fratelli Castro, e sulle nuove rotte usate per scappare.  

La legge americana prevede che i cubani che riescono a mettere piede sul suolo degli Stati Uniti diventano automaticamente cittadini. Questo ha incoraggiato anni di viaggi temerari, con gli emigranti che salivano su imbarcazioni di fortuna per attraversare il braccio di mare che separa Cuba dalla Florida. Ora però la Guardia Costiera americana ha praticamente chiuso questa rotta, spingendo i disperati in fuga a cambiare strategia. Il nuovo itinerario, però, è ancora più pericoloso, perché richiede di attraversare l’intero Mar dei Carabi, per arrivare in Honduras e procedere poi via terra verso gli Usa, passando dalla frontiera con il Messico.  

Alain Izquierdo, un macellaio trentenne di L’Avana, ha tentato proprio questa fuga, insieme ad altri 31 compagni. Sono partiti all’inizio di agosto da Manzanillo, a bordo di una imbarcazione rudimentale in alluminio che avevano costruito loro stessi, con un motore diesel Hyundai per auto collegato ad un’elica. Il motore si è rotto dopo due giorni di navigazione, lasciando i disperati a bordo in balia delle correnti. Sei di loro si sono tuffati con i salvagenti, cercando di tornare a nuoto verso Cuba, ma da allora sono dispersi. Gli altri sono rimasti a bordo, sperando di essere soccorsi. Le navi da crociera, secondo Alain, li hanno avvistati in varie occasioni, ma non si sono mai fermate. Per sopravvivere hanno cominciato a bere la propria urina, e alcuni hanno usato delle siringhe per estrarre il loro sangue e ingerirlo. Queste persone sono diventate rapidamente deboli, e undici di loro sono morte disidratate.

Quando tutto sembrava perduto, a 240 chilometri dalla costa dello Yucatan un peschereccio messicano ha visto l’imbarcazione con i sopravvissuti e li ha soccorsi. Una volta a terra sono stati brevemente detenuti, curati, e poi hanno ripreso il viaggio verso gli Usa. Alain ora è arrivato nella casa dello zio in Florida, dove ha cominciato il nuovo capitolo della sua vita americana: “Sono triste – ha detto – per i miei compagni che non ce l’hanno fatta, ma felice di essere qui. Questa è una tragedia a cui nessun essere umano dovrebbe essere costretto”:
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Re: esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da pupas il Mer 8 Ott 2014 - 18:50

Quando tutto sembrava perduto, a 240 chilometri dalla costa dello Yucatan un peschereccio messicano ha visto l’imbarcazione con i sopravvissuti e li ha soccorsi. Una volta a terra sono stati brevemente detenuti, curati, e poi hanno ripreso il viaggio verso gli Usa. Alain ora è arrivato nella casa dello zio in Florida

Mah? Mi sembra un po' strano...
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Re: esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da albertico il Mer 8 Ott 2014 - 21:16

– Di fronte a condizioni di lavoro non facili, i cubani continuano a emigrare in massa, venti anni dopo la “crisi dei balseros”, un’ondata emigratoria che vide più di 37.000 persone lasciare l’isola comunista su imbarcazioni di fortuna per raggiungere gli Stati Uniti.

L’emigrazione massiccia avvenne al culmine della crisi economica che seguì il crollo dell’impero sovietico e rappresentò la prima grande protesta popolare contro il regime di Fidel Castro, allora al potere da 35 anni. Essa servì anche a condurre delle trattative segrete con Washington, per creare una politica di immigrazione in vigore tutt’oggi.

Sebbene il peggio della crisi economica sia passato, ogni anno 40.000 cubani emigrano, la maggior parte in maniera legale.

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Re: esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da mosquito il Gio 9 Ott 2014 - 3:16

si ne avevamo gia' parlato..study
http://www.aserequebola.net/t4467-balseros-e-immigracion-clandestina-al-livello-piu-alto-degli-ultimi-6-anni#34655

pare si sia creata una rotta caribegna  Manzanillo-Honduras(stato in cui darebbero a los cubanos una visa provvisoria e da li' se ne marcerebbero via terra verso gli Usa attraversando il Mexico,che formalmente li dovrebbe rimpatriare ma evidentemente non è poi cosi' rigido.. Cool )
preferiscono farsi 7-10 gg di navigazione in questa maniera che provare por l'estrecho de florida che esta' parecchio presidiato,
oltre a costare pure di piu'..

il macellaio habanero dell'intervista alla reuters poi ripresa dalla Stampa,
avrebbe versato un 500 cuc,tariffa tutto sommato economica
senza prevedere la odissea con ecatombre del grupo pale

la noticia e' relativa ad agosto scorso ed era comparsa anche se con pochi dettagli dalla prensa latina di Miami..

A fines de agosto, 17 cubanos fueron rescatados por la Armada de México tras casi un mes en el mar y 20 días sin comer. Los detalles no están del todo claros, pero más de una decena de personas puede haber fallecido por deshidratación, con los sobrevivientes viéndose obligados a lanzar los cuerpos al mar.

La ciudad de Manzanillo, donde residían la mayoría de las víctimas, llevó a cabo una misa en una iglesia católica el viernes por la noche.

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Re: esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da mosquito il Gio 9 Ott 2014 - 3:20

https://ca.news.yahoo.com/cuban-migrants-drank-own-blood-urine-adrift-sea-143835865.html

Cuban migrants drank own blood, urine, a drift at sea for 23 days


study


MIAMI (Reuters) - A group of Cuban migrants drank their own urine and blood after the engine of their homemade boat failed, leaving them adrift in the Caribbean for three weeks without food or water, according to survivors who reached the United States this week.

"I'm happy I made it, alive, but it was something no-one should have to go through," said Alain Izquierdo, a Havana butcher, and one of 15 survivors of the 32 passengers.

Six passengers are missing after they tried to swim to shore, while 11 others died of dehydration.

"I just feel sad for those who didn't make it," said Izquierdo, sitting under a sun shade by the pool of his uncle and aunt's home in Port St Lucie, on Florida's east coast.

The survivors were rescued by Mexican fishermen 150 miles (240 km) northeast of Mexico's Yucatan peninsula and were briefly detained in Mexico before being released late last month.

Their story is one of the most tragic Cuban migrant disasters in decades. Reuters spoke to several of the passengers and their relatives in Florida and Texas, although some were still too traumatized to talk publicly about the experience.

Cubans seeking to flee the communist-run island are heading in increasing numbers by sea to Central America and then making a long journey overland to reach the United States.


Under Washington's "wet foot, dry foot policy," Cuban migrants who make it onto U.S. soil are allowed to remain, while those intercepted at sea are turned back.

The group set off from eastern Cuba in early August, but ran into trouble about 40 miles from the Cayman Islands when the boat's motor - a Hyundai diesel car engine, attached to a homemade propeller - failed on the second day at sea, said Izquierdo, 32.

The 20-foot, home-made craft, made from aluminum roofing sheets riveted together and sealed with cloth and resin, drifted up the Cuban coast as the passengers tried to flag down passing ships.

"No-one stopped even though they could see we were desperate," said Mailin Perez, 30, another survivor recovering in Austin, Texas.

The passengers heaved the engine overboard to reduce weight and fashioned a makeshift sail from sheets sewn together with cord.

Six of the men decided to swim for the Cuban coast clinging to inner tubes, but have not been heard from since.

Brief rain showers every three or four days provided the only water, rationed out in doses by medical syringes. One woman who was six months pregnant received extra rations.


One by one, 11 passengers died. Their bodies, lips swollen, were slid overboard, and floated off into the distance, a sight that one survivor said haunts her in nightmares.

The first to die was Izquierdo's friend, 50-year-old Havana car mechanic, Rafael Baratuti O'Farrill.

"That was the saddest day," said Izquierdo.

After running out of water, some passengers began drinking sea water, as well as their own urine. O'Farrill was one of several who also used syringes to draw their own blood to drink.

"That was a mistake, the ones who drank their blood became faint. Gradually they lost their minds and faded away," said Izquierdo.



O'Farrill and Izquierdo had quit their jobs in Havana six months earlier after hearing that boats were leaving for Central America from the port town of Manzanillo, in eastern Cuba.

The U.S. Coast Guard had virtually shut down the shorter routes across the treacherous Florida Straits, which separates Cuba and Florida by only 90 miles at its narrowest point.


After Honduras' leftist president Manuel Zelaya, an ally of Cuba, was toppled in 2009 and replaced by a conservative, the longer western route became popular, a trip of about 675 miles, via the Cayman Islands.

Honduran authorities give Cuban migrants temporary visas allowing them to head north for the United States.

Most boats withstand the journey, taking a week to 10 days to cross the sea, said Izquierdo, who paid $500 to join the ill-fated voyage.

"Boats are leaving Manzanillo every week and most of them make it," said Izquierdo.

U.S. authorities said last month more than 16,200 Cubans arrived without visas at the border with Mexico in the past 11 months, the highest number in a decade.

Cuban officials have not commented on the illegal boat departures, but blame the U.S. policy for encouraging migrants to risk their lives.

Izquierdo and Perez said they abandoned Cuba for economic reasons to find a better future for their children. Izquierdo left behind his wife and two small boys in Havana. Perez was reunited with her husband in Texas, but also has a young son and daughter in Cuba.

Economic reforms underway to modernize the Cuban economy by allowing greater private sector activity have so far failed to improve living standards, they said.

Instead, conditions were getting worse.

"The pressure cooker is boiling, it's ready to burst," said Izquierdo.

Both sought to leave legally, but were told it could take five years before their cases would be determined by U.S. consular officials.

Thinking of their spouses and children is what kept them alive, said Izquierdo and Perez.

"I knew I had to be strong for them," said Perez. "I felt very weak at the end. I was scared to close my eyes in case I never woke up."[/i]

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Re: esistono ancora i balseros...(la ruta Manzanillo-Honduras)

Messaggio Da albertico il Gio 9 Ott 2014 - 8:53

Riconosco di non essere molto aggiornato,ma ricordo la retorica castrista contro la ley de adjuste Cubano che praticamente era un invito a lanciarsi a mare per raggiungere le coste della Florida per poter poi ottenere al ano y un mes el permiso de residenciaen los EU.
Y ahora que?


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