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A volte tornano...

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A volte tornano...

Messaggio Da albertico il Lun 29 Dic 2014 - 19:22



Una domenica del 1987 intervistò per 16 ore di fila Fidel Castro e, chiamandolo Comandante, lo ascoltò parlare a tarda notte e a bassa voce di Che Guevara.
A quasi 30 anni di distanza, Gianni Minà il cronista italiano che a Cuba ha dedicato mezza vita professionale ottenendo il premio Kamera della Berlinale, il più prestigioso riconoscimento al mondo per un documentarista, accoglie la svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba come il frutto della storia.
«Finalmente», dice a Lettera43.it salutando lo scambio di prigionieri e l'allentamento dell'embargo annunciato dalla Casa Bianca.



L'EMBARGO? ANTI STORICO. «Obama ha creato tante speranze e ha realizzato poco. Ma ha aspettato il secondo mandato per decidere di allentare un embargo anti storico», ha dichiarato. «A cosa serve questo embargo?», si chiede Minà, denunciando la cappa di opacità e propaganda che soffoca la storia di Cuba: «Punisce un Paese solo per aver scelto un governo diverso?».
La potenza americana e la piccola isola caraibica sono pronti a sedersi al tavolo per rivedere i rapporti complessivi tra le due nazioni. E il dipartimento di Stato di Washington si prepara anche a riaprire un'ambasciata a stelle e strisce a pochi chilometri da quella Baia dei Porci dove l'esercito di Cuba combatté e vinse gli esuli addestrati dalla Cia per rovesciare la rivoluzione.
«IL CAPITALISMO È MORTO, MA CUBA È ANCORA LÌ». Il vecchio cronista però non crede agli annunci di riconciliazione: «Ci vorranno anni», spiega, ma allo stesso tempo celebra la sua vittoria: «Le bugie confezionate a Miami sono state smentite. Il capitalismo è morto, il comunismo è morto, ma Cuba è ancora lì».




DOMANDA. Cosa intende per le bugie di Miami?
RISPOSTA. Quando lo arrestarono, Gross (il contractor americano rilasciato il 17 dicembre da L'Avana, ndr) disse di essere a Cuba per «distribuire materiale elettrico alla comunità ebraica locale»: siamo alle favole di cappuccetto rosso.
D. E invece i detenuti cubani rilasciati dagli Usa?
R. Quelli erano agenti dell'antiterrorismo che si trovavano in Florida per raccogliere la documentazione su una rete terroristica anticubana. In Florida sono stati preparati moltissimi attentati contro Cuba: in 30 anni hanno fatto più di 3 mila morti. Ma Castro aveva avvertito Clinton.
D. In che senso?
R. Aveva preparato un faldone e nel 1998 gli aveva mandato come emissario Gabriel Garcia Marquez, lo scrittore preferito di Clinton per avvertirlo che c'era un pericolo.
D. Come andò a finire?
R. Clinton non c'era e non si presentò per giorni. Alla fine vennero arrestati in cinque. Due hanno scontato la pena.
D. Cosa pensa di questo scambio di prigionieri?
R. Che Cuba è più umana degli altri.
D. Perché Obama ha deciso di liberarli ora?
R. Aveva creato tante speranze ma ha fatto poco per realizzarle. Evidentemente ora non deve più pensare alle elezioni.  
D. Negli Usa però c'è una forte lobby anticastrista.
R. Anticubana, visto che Castro ha 89 anni e il presidente è suo fratello Raul. Comunque oggi la lobby conta molto meno negli equlibri politici.
D. Il 16 dicembre Jeb Bush, ex governatore della Florida, patria degli anticastristi, ha aperto alla candidatura per le presidenziali.
R. E infatti la battaglia elettorale è già iniziata.
D. Cosa pensa della mediazione realizzata dal Vaticano?
R. Da quando Giovanni Paolo II è andato a Cuba, le relazioni tra L'Avana e la Santa Sede sono state strette e molto rispettose.
D. E con Bergoglio?
R. Penso che in Vaticano ci sia un atteggiamento realista. Che non bada alla propaganda e alle bugie che confezionano a Miami, ma a quello che i Paesi producono.
D. E cioè?
R. Al livello di vita che hanno a Cuba rispetto a molti altri Paesi, all'aspettativa di vita più alta dell'America del Sud, al basso livello di povertà, al fatto che un uragano a Cuba fa solo due morti, e che ai Paesi asiatici viene chiesto di imparare dai cubani.
D. Sulla svolta non ha influito anche il passaggio di potere da Fidel a Raul Castro?
R. Non è cambiato niente. Solo che noi sappiamo molto poco. In una nazione molto filo-americana come l'Italia se vuoi raccontare cose scomode, molte volte non riesci a farlo. È questo è il sistema democratico?
D. Dice che ci arrivano notizie già vagliate?
R. Dico che quando ero giovane una notizia come quella degli studenti messicani ammazzati avrebbe aperto i giornali, ora è un trafiletto. E questo dipende anche dal fatto che il Messico fa parte di quel sistema allineato con gli Stati Uniti.
D. L'accordo tra Cuba e gli Usa prevede che il regime cubano tolga le restrizioni a Internet. Non pensa che possa aiutare ad aumentare la libertà di espressione?
D. Non mi venga a parlare di libertà. Io sono molto soddisfatto di quello che ho fatto, ma da 13 anni non lavoro in televisione.

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Si los Estados Unidos pretenden con estos cambios que Cuba regrese al capitalismo y regrese a ser un Pais servil a los intereses egemonicos de los grupos economicamente mas poderoso de los Estados Unidos, deben estar sonando (Mariela Castro Espin  20 de Diciembre 2014)


Malgrado certi titoli enfatici e scorretti in Italia (ma che fine hanno fatto le scuole e i manuali del buon giornalismo?) l’embargo Usa non è caduto contro Cuba. Tocca al Congresso –a maggioranza repubblicana sia alla Camera che al Senato- eliminarlo, e l’azione del Presidente per ora apre solo la strada.

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Re: A volte tornano...

Messaggio Da pupas il Mar 30 Dic 2014 - 9:17

Quando si raggiunge una certa età si tende a ri-raccontare le esperienze del passato come un mantra ( rompendo anche un po' i maroni... ) Ecco lui ha una certa età.

p.s. condivido cmunque molte cose di quelle scritte, altre "un po'" meno.
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Re: A volte tornano...

Messaggio Da albertico il Mar 30 Dic 2014 - 15:30

Ad esempio cosa condividi e cosa non?

Per quanto mi riguarda non ho una grande considerazione di questo personaggio.

Ad esempio mi hanno colpito due cose che non emergono in questa intervista:

1) La posizione di Minà a favore della pena di morte a Cuba

2) Il rifiuto di Minà di partecipare a dibattiti televisivi in contraddittorio con esuli cubani.


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Re: A volte tornano...

Messaggio Da pupas il Ven 2 Gen 2015 - 0:15

Ad esempio condivido il fatto che sia una mossa che obama non avrebbe potuto/voluto fare in caso di rieleggibilita', che passera' tempo perche' le cose cambino ( forse ). Condivido l'idea che a maimi scrivano un sacco di minchiate propagandistiche, condivido l'idea che in italia la stampa sia asservita ma mina' e' fuori dai giochi non perche' scomodo ma perche' anacronistico ( secondo me ). Non condivido l'idea di cuba come un paese non povero, questo proprio non ce la faccio.
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Re: A volte tornano...

Messaggio Da albertico il Ven 2 Gen 2015 - 17:23

Partiamo dalla fine:

Cuba è senz'altro un Paese povero con buona pace di Sanita e istruzione,argomenti tirati fuori ad arte(insieme all'embargo)per far credere che non esiste la povertà.
Volendo estremizzare,Cuba senza i papponi stranieri non ce l'avrebbe mai fatta con le proprie gambe.
Quindi americani per ottenere l'indipendenza dalla Spagna,Sovietici nei trent'anni di divisione est ovest e Venezuela negli anni dal periodo especial ai giorni nostri.
Adesso inizia un nuovo capitolo.
Speriamo nel frattempo di goderci la Cuba a noi piu congeniale...

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Re: A volte tornano...

Messaggio Da pupas il Ven 2 Gen 2015 - 22:46

Come diceva un vecchio del passato, deve cambiare tutto perche' nulla cambi.
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Re: A volte tornano...

Messaggio Da albertico il Dom 4 Gen 2015 - 10:59

D. Negli Usa però c'è una forte lobby anticastrista.
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D. Il 16 dicembre Jeb Bush, ex governatore della Florida, patria degli anticastristi, ha aperto alla candidatura per le presidenziali.
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Qui sono e non sono d'accordo con il terzomondista nostrano:

E' vero che la ley de adjuste cubano,il bombo,le visas rilasciate dal Governo Usa hanno modificato la demografia anticastrista in Florida,ma ad oggi nessuno dei sette congressisti cubano americani prende ordini dalla massa arrivata negli ultimi 20 anni.
Secondo me ci vorrà ancora del tempo per esprimere congressisti cubano americani favorevoli alla fine dell'embargo,anche se,e qui sono d'accordo con il lacchè castrista,in un futuro forse nemmeno troppo remoto,l'opinione pubblica miamense (la "gusanera")potrebbe cambiare a discapito delle posizioni più radicali fautrici della politica verso Cuba degli ultimi 50 anni

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