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Occhio al Rubio

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Occhio al Rubio

Messaggio Da albertico il Mer 3 Feb 2016 - 6:27

Nonostante l'acercamiento a far data 17 dicembre 2014 che ha portato alla riapertura della sede diplomatica (in assenza di ambasciatore che necessita il voto del Congresso a maggioranza Repubblicana)...senza fare maggiori e prematuri ragionamenti,va monitorato l'andamento delle primarie Repubblicane che al primo round,Iowa,hanno visto l'affermazione dell'ulttaconservatore Ted Cruz (di padre cubano)ma soprattutto l affermazione al 23% di Marco Rubio senatore della Florida e portavoce degli ambienti più ostili del destierro cubano.
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Re: Occhio al Rubio

Messaggio Da albertico il Mer 3 Feb 2016 - 6:41

Partito Repubblicano il cui establishment potrebbe convergere sul 44nne Rubio un moderato presentabile a differenza dell'improbabile Donald Trump...
Secondi me qualche ragionamento su Rubio lo stanno facendo anche all'Avana.

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Si los Estados Unidos pretenden con estos cambios que Cuba regrese al capitalismo y regrese a ser un Pais servil a los intereses egemonicos de los grupos economicamente mas poderoso de los Estados Unidos, deben estar sonando (Mariela Castro Espin  20 de Diciembre 2014)


Malgrado certi titoli enfatici e scorretti in Italia (ma che fine hanno fatto le scuole e i manuali del buon giornalismo?) l’embargo Usa non è caduto contro Cuba. Tocca al Congresso –a maggioranza repubblicana sia alla Camera che al Senato- eliminarlo, e l’azione del Presidente per ora apre solo la strada.

TITI,
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Re: Occhio al Rubio

Messaggio Da mosquito il Gio 4 Feb 2016 - 1:42

albertico ha scritto:Partito Repubblicano il cui establishment potrebbe convergere sul 44nne Rubio un moderato presentabile a differenza dell'improbabile Donald Trump...
Secondi me qualche ragionamento su Rubio lo stanno facendo anche all'Avana.

mah..a Trump sbolognato Question
creo cmq che venga ben dopo Ted Cruz come candidatura
Wink


Ultima modifica di mosquito il Gio 4 Feb 2016 - 1:56, modificato 1 volta

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Re: Occhio al Rubio

Messaggio Da mosquito il Gio 4 Feb 2016 - 1:43

http://www.repubblica.it/esteri/elezioni-usa/primarie2016/2016/02/03/news/primarie_usa_2016_si_ritira_dalla_corsa_il_repubblicano_rand_paul-132635298/


Primarie 2016, Trump accusa Cruz di frode in Iowa: "O si rivota o si cancella il suo risultato"



Si ritirano dalla corsa i repubblicani Rand Paul e Mike Huckabee, mentre in campo democratico è duello Clinton-Sanders. Occhi puntati sul prossimo appuntamento nel New Hampshire il 9 febbraio. Dove il miliardario arriva sotto il fuoco amico di Ted Cruz e Jeb Bush. Ma il più temuto ora è Marco Rubio

- Un furioso Donald Trump chiede l'annullamento del risultato dei caucus repubblicani in Iowa e accusa apertamente di frode il vincitore di quella prima tornata, Ted Cruz. Spiegando il perché con una raffica di tweet. "Cruz non ha vinto l'Iowa, lo ha rubato" scrive Trump, denunciando la manovra sporca dell'avversario nel "primetime" dei caucus: diffondere la notizia del prossimo ritiro di Ben Carson e la contestuale richiesta ai partecipanti dell'assemblea elettorale di dirottare il loro voto su Cruz.

"Molta gente ha votato per Cruz piuttosto che Carson a causa di questa frode" tuona Trump su Twitter, "ecco perché i sondaggi (che davano Trump in vantaggio, ndr) erano tutti sbagliati". Inoltre, secondo Trump, "Cruz ha detto a migliaia di caucusgoers (i partecipanti al raduno, ndr) che Trump è fortemente a favore di Obamacare. Una totale bugia!". Per questa frode "commessa dal senatore Ted Cruz", conclude Trump, "o si tiene una nuova elezione in Iowa o si annullano i voti di Ted Cruz".

La denuncia di Trump non poggia affatto sul nulla. In Iowa Carson aveva dalla sua buona parte dell'elettorato evangelico, molto importante per vincere in quello Stato e bacino di voti fondamentale anche per Cruz. Il Washington Post ha scritto che la moglie di Carson, Cindy, visibilmente seccata, aveva dovuto smentire le voci del ritiro del marito. Carson ha poi attaccato direttamente Cruz su Fox News, per la "vittoria più sporca". Non potendo più aggirare l'argomento, Cruz ha chiesto scusa a Carson parlando di un "errore" in buona fede del suo staff, che avrebbe semplicemente condiviso una notizia fuorviante rilanciata da Cnn. Ma lo stesso staff di Cruz non aveva poi dato lo stesso risalto al comunicato che smentiva il ritiro di Carson. Nei caucus in Iowa, Carson è arrivato quarto con il 9,3 per cento dei consensi.

In attesa delle possibili ripercussioni di un voto inquinato, dopo aver piazzato Ted Cruz davanti a Donald Trump, i caucus repubblicani in Iowa hanno determinato anche il ritiro dalla lunga corsa verso la presidenza Usa del candidato Rand Paul. Deluso dal quinto posto con il 4,5 per cento dei consensi, il senatore del Kentucky, oculista 53enne, ha sospeso la sua campagna e diffuso un comunicato in cui afferma di sentirsi comunque "incredibilmente onorato di aver corso una campagna di principio per la Casa Bianca. Oggi - aggiunge quindi Paul - mi fermo dove ho cominciato, pronto, e desideroso di farlo, a combattere per la causa della libertà".

La libertà, il fine ultimo del credo politico di Rand Paul, lanciatosi nella corsa alla successione di Obama al motto "sconfiggere la macchina burocratica di Washington, liberare il sogno americano", ma con l'intenzione inconfessata di lasciarsi alle spalle l'ombra ingombrante del padre Ron, esponente libertario che fino a qualche anno compariva in quasi tutti i confronti politici salvo poi racimolare pochi voti. Buone intenzioni, quelle di Rand Paul, infrantesi contro il fallimento in Iowa. Visto che si è ritirato anche Mike Huckabee, restano in corsa dieci candidati per la nomination repubblicana. Discorso diverso in campo democratico, dove il passo indietro di Martin O' Malley, ex governatore del Maryland, riduce la corsa al duello secco tra Bernie Sanders e Hillary Clinton.

Trump vuole rimettere in discussione il risultato dell'Iowa quando gli occhi sono già puntati al prossimo appuntamento delle primarie, il 9 febbraio in New Hampshire. Dove Trump gode nei sondaggi di un vantaggio più che considerevole, +21,2% su Ted Cruz. Ma la sconfitta in Iowa nel primo concreto testa a testa modifica inevitabilmente il quadro psicologico di una sfida che vede ora Trump irritato, mentre i suoi rivali sono pronti a battere il ferro finché è rovente per metterlo definitivamente all'angolo. Cruz, gongolante per la leadership strappata in Iowa, parla di Trump con toni di derisione, Jeb Bush in uno spot lo ha definito uomo di "profonda insicurezza e debolezza". C'è chi usa l'ironia più corrosiva, come il governatore del New Jersey Chris Christie, che per indicare Trump usa il nome di "Donald il magnifico", mentre il lavoro più sporco tocca all'ex governatore del New Hampshire, il repubblicano John Sununu, che in attesa delle primarie nel suo Stato scalda l'ambiente definendo Trump un "perdente" ed elenca i suoi fallimenti imprenditoriali. Un clima particolarmente ostile, che se da una parte conferma a Trump quanto sia temuto, dall'altro gli fa chiaramente capire quanto una nuova sconfitta in New Hampshire potrebbe compromettere in modo definitivo la sua campagna per la Casa Bianca.

Ma il bersaglio preferito dei candidati dell'establishment repubblicano non è Trump, ma Marco Rubio. Giunto terzo in Iowa con il 23% e 7 delegati, alle spalle di Cruz (28% e 8 delegati) e a un soffio dal miliardario newyorchese (24% e 7 delegati), il 44enne senatore della Florida di origini cubane gioca la sua partita sulla distanza con grandi possibilità di rivelarsi la grande sorpresa delle primarie del Gop. Il termometro della sua crescente credibilità è proprio nel tono irriverente degli attacchi dei soliti Jeb Bush, Chris Christie e John Kasich, come sottolinea il Washington Post. Dietro l'umorismo si cela l'incertezza di Bush, Christie e Kasich alle prese con calcoli tutti da rifare in vista del New Hampshire dopo la performance di Rubio che in Iowa li ha letteralmente oscurati. E adesso, ad appena una settimana dalle consultazioni, per loro si fa concreta la prospettiva che già in questa tornata gli elettori possano decidere di eliminare qualcuno di loro dalla gara. Posta in gioco altissima, toni che salgono di conseguenza.

Sul fronte democratico, dopo la vittoria di misura in Iowa, con tanto di dubbi sulla correttezza del voto sollevati da Sanders, Clinton ha dichiarato che intende contrastare il rivale "sulle idee". Ma in New Hampshire l'ex segretaria di Stato dovrà remare contro sondaggi che la danno nettamente indietro: il 37,7% è con Hillary, il 55,8% con Sanders. Può essere di conforto, per Hillary, il precedente del 2008, quando Clinton ritrovò fiato e consenso nella competizione con Barack Obama dopo la sconfitta in Iowa. Ma Sanders appare lanciato verso la rivincita in New Hampshire. E dall'alto del favore nei sondaggi, può anche permettersi di dettare qualche regola. Ad esempio, accettare un dibattito con Hillary previsto per giovedì, che sarebbe solo di aiuto alla Clinton per risalire la china, purché l'avversaria le ricambi la cortesia nello Stato di New York, dove è Sanders a essere in difficoltà.

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Re: Occhio al Rubio

Messaggio Da mosquito il Gio 4 Feb 2016 - 1:47

TED CRUZ



Rafael Edward "Ted" Cruz (Calgary, 22 dicembre 1970) è un politico e avvocato statunitense,
attualmente senatore federale per lo stato del Texas, e candidato alle primarie repubblicane per la presidenza degli Stati Uniti..


Nato in Canada, Ted è figlio di un immigrato cubano Rafael Bienvenido Cruz e Eleanor Elizabeth (Darragh) Wilson americana di origini irlandesi e italiane. Per i primi quattro anni di vita, Cruz crebbe nel Canada e poi i genitori si stabilirono definitivamente a Houston. Ted studiò a Princeton e Harvard e successivamente lavorò come consulente legale per alcuni politici come John Boehner e George W. Bush.

Fra il 2003 e il 2008 ricoprì la carica di Solicitor General del Texas e successivamente tornò a svolgere privatamente la professione di avvocato. Nel 2011, quando la senatrice Kay Bailey Hutchison annunciò il proprio ritiro al termine del mandato, Cruz si candidò per il suo seggio e riuscì a vincere le elezioni.
Presidenziali 2016

Il 23 marzo 2015 Cruz ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a presidente degli Stati Uniti d'America alla Liberty University della Virginia. È il primo politico repubblicano ad annunciare la propria candidatura alle elezioni presidenziali del 2016.

Ideologicamente, Ted Cruz si configura come un repubblicano molto conservatore

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Re: Occhio al Rubio

Messaggio Da mosquito il Gio 4 Feb 2016 - 1:52

MARCO RUBIO



Marco Antonio Rubio (Miami, 28 maggio 1971) è un politico e avvocato statunitense,
membro del Partito Repubblicano ed attuale senatore della Florida.



Di origine cubano-americana, è stato commissario della città di West Miami, prima di essere eletto alla Camera dei Rappresentanti della Florida nel 111º distretto.
Rubio nel 2005

Dal novembre 2006 al gennaio 2009 fu Presidente della Camera ed è inoltre autore del libro "100 idee innovative per il futuro della Florida", in cui propone delle strategie per attuare nuove riforme nello stato.

Il 5 maggio 2009, Rubio annunciò sul suo sito web l'intenzione di concorrere per il Senato degli Stati Uniti. Inizialmente i sondaggi lo davano in svantaggio già nelle primarie, ma nonostante questo riuscì a vincere e divenne il candidato del partito repubblicano. Il 2 novembre 2010, Rubio vinse le elezioni con ampio margine, battendo il deputato democratico Kendrick Meek e l'ex governatore della Florida Charlie Crist (candidatosi come indipendente) e divenendo così senatore.
Visto il successo della sua elezione al senato, il partito repubblicano lo propose come candidato alle presidenziali del 2012, ma Rubio decise di non percorrere quella strada.

Il 13 aprile 2015 annuncia alla Freedom Tower di Miami la sua candidatura alle presidenziali del 2016 per i repubblicani

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