Cerca
 
 

Risultati secondo:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Ultimi argomenti
Chi è in linea
In totale ci sono 6 utenti in linea: 0 Registrati, 0 Nascosti e 6 Ospiti :: 1 Motore di ricerca

Nessuno

[ Vedere la lista completa ]


Il numero massimo di utenti online contemporaneamente è stato 85 il Sab 9 Giu 2012 - 10:49
Ottobre 2017
LunMarMerGioVenSabDom
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

Calendario Calendario

Flusso RSS


Yahoo! 
MSN 
AOL 
Netvibes 
Bloglines 



«CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

«CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Messaggio Da arcoiris il Mar 17 Lug 2012 - 17:56

Carlo è morto a Cuba nell’agosto del 2009. Giacinto Mariani ha scritto cento lettere, una la settimana al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri. Finora nessuna risposta.


Settecento giorni, cento settimane e un ordine del giorno del Consiglio comunale: da ormai quasi tre anni il Sindaco di Seregno Giacinto Mariani scrive una lettera a settimana al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, all’Ambasciatore di Cuba in Italia e a quello italiano a Cuba per chiedere spiegazioni sulla morte di Carlo Anselmi, scomparso a Cuba nell’agosto del 2009.

«Con il cambio di Governo, speravo che almeno sulla sicurezza degli italiani all’estero i tecnici fossero meglio dei politici. Invece la risposta è sempre la stessa: il silenzio. Carlo è partito per una vacanza a Cuba ed è tornato in una bara. Questa è l’unica cosa che sappiamo», confessa amareggiato Giacinto Mariani.

Carlo Anselmi, 43 anni, imprenditore, è morto il 28 agosto nell’ospedale di Santa Clara, a duecento chilometri da L’Avana, per choc settico provocato da un batterio, l’acinetobacter, che si trova in sale di terapie intensiva sporche. Ma il papà di Carlo, Agostino Anselmi, non si è mai accontentato della motivazione ufficiale, che presenta diversi punti oscuri. A cominciare dalla sera del 18 agosto, quando Carlo, in un residence di Cayo Barcelo, sulla costa est dell’isola, si sente male dopo aver bevuto una lattina di «Cuba Cola». «Il medico dell’hotel non si rende conto che Carlo aveva lo stomaco perforato, racconta Agostino Anselmi. Così gli somministra due calmanti. In questo modo le condizioni di Carlo peggiorano subito». Il medico a questo punto decide di trasportarlo con un furgoncino privo di qualsiasi assistenza all’ospedale più vicino, quello di Santa Clara, a circa tre ore di distanza, dove è operato d’urgenza.

Dopo l’intervento Carlo è messo nel reparto di terapia intensiva. Il suo fisico è forte. Appassionato di sport, era alto più di un metro e 93, non beveva alcolici, non fumava, ma le condizioni igieniche dell’ospedale sono disastrose e il rischio di contrarre un’infezione è altissimo. Dall’Italia Agostino si attacca al fax, alla email e al telefono: chiama la Farnesina, l’Unità di Crisi, il Consolato a Cuba e l’assicurazione con cui Carlo aveva sottoscritto una polizza, che prevedeva una copertura in caso di ricovero con il rientro immediato in aereo. «Chiedevo solo un aiuto per organizzare il trasporto di mio figlio in Italia o in un ospedale più attrezzato, a Miami o a L’Avana». Non succede nulla. Le ore passano, i giorni passano, la febbre sale e Carlo peggiora. La situazione diventa sempre più critica.

Così il 22 agosto, dopo quattro giorni dal ricovero, Anselmi arriva a Cuba, convinto che da lì sarebbe riuscito a portare via il figlio. Solo il 27 agosto i funzionari dell’ambasciata prendono contatto con l’ospedale per organizzare il trasferimento di Carlo, che morirà poche ore dopo.

Dopo i funerali, la Procura della Repubblica di Monza ordina la riesumazione della salma e, dopo aver aperto la bara, Agostino scopre che gli organi erano stati espiantati, «non solo gli occhi, ma anche quelli che solitamente non possono essere utilizzati per i trapianti, come la trachea. Ciò ha impedito di compiere in Italia un’autopsia in contraddittorio con quella effettuata a Cuba».

L’accusa di Anselmi è chiara: «Il Consolato e l’assicurazione hanno affermato che Carlo Anselmi non poteva essere trasferito e da qui il loro mancato intervento. Tutto ciò è stato smentito da un passaggio nella risposta alla richiesta di Rogatoria Internazionale della Procura di Monza indirizzata a Cuba in cui si afferma che per 4-5 giorni successivi all'intervento chirurgico Carlo poteva essere trasferito. Peraltro tra la documentazione del Consolato non è stata trovata nessuna telefonata da parte del Consolato all'ospedale prima del 27 agosto, cioè poco prima che Carlo morisse».


http://www.comune.seregno.mi.it/default.cfm?ID=6703

_________________
avatar
arcoiris
Admin

Messaggi : 15646
Data d'iscrizione : 25.04.12
Età : 41
Carattere : vieja y desbaratada pero fantasiosa y calientica

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: «CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Messaggio Da arcoiris il Mar 17 Lug 2012 - 17:57

Il Seregno Inform@ si è occuato del "caso Anselmi" nell'aprile del 2011. Per leggere l'articolo clicca qui

_________________
avatar
arcoiris
Admin

Messaggi : 15646
Data d'iscrizione : 25.04.12
Età : 41
Carattere : vieja y desbaratada pero fantasiosa y calientica

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: «CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Messaggio Da arcoiris il Mer 18 Lug 2012 - 19:24

Seregno, 100 mail per cercare la verità sulla morte di Carlo Anselmi

Il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, da quasi tre anni scrive una lettera a settimana al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, all'Ambasciatore di Cuba in Italia e a quello italiano a Cuba per chiedere spiegazioni sulla morte di Carlo Anselmi che risale all'agosto del 2009. Ecco perchè martedì pomeriggio la famiglia Anselmi è stata invitata in municipio per raccontare ancora una volta la sua storia e mostrare tutti i faldoni con le missive.

«Con il cambio di Governo, speravo che almeno sulla sicurezza degli italiani all'estero i tecnici fossero meglio dei politici. Invece la risposta è sempre la stessa: il silenzio. Carlo è partito per una vacanza a Cuba ed è tornato in una bara. Questa è l'unica cosa che sappiamo», confessa amareggiato Giacinto Mariani. Dal canto suo Agostino Anselmi dice: «Il Consolato e l'assicurazione hanno affermato che Carlo Anselmi non poteva essere trasferito e da qui il loro mancato intervento. Tutto ciò è stato smentito da un passaggio nella risposta alla richiesta di Rogatoria Internazionale della Procura di Monza indirizzata a Cuba in cui si afferma che per 4-5 giorni successivi all'intervento chirurgico Carlo poteva essere trasferito. Peraltro tra la documentazione del Consolato non è stata trovata nessuna telefonata da parte del Consolato all'ospedale prima del 27 agosto, cioè poco prima che Carlo morisse».

Il padre di Carlo Anselmi chiede semplicemente la verità, delle risposte ad alcuni interrogativi e cioè: come mai l'ambasciata non si è attivata subito e soprattutto perchè quando è stata rinvenuta la salma di Carlo si è scoperto che erano stati espiantati gli organi come la trachea che solitamente non è utilizzata per i trapianti.

In breve i fatti della storia riguardo la morte di Carlo Anselmi: Carlo Anselmi, 43 anni, imprenditore, è morto il 28 agosto nell'ospedale di Santa Clara, a duecento chilometri da L'Avana, per choc settico provocato da un batterio, l'acinetobacter, che si trova in sale di terapie intensiva sporche. Ma il papà di Carlo, Agostino Anselmi, non si è mai accontentato della motivazione ufficiale, che presenta diversi punti oscuri. A cominciare dalla sera del 18 agosto, quando Carlo, in un residence di Cayo Barcelo, sulla costa est dell'isola, si sente male dopo aver bevuto una lattina di «Cuba Cola». «Il medico dell'hotel non si rende conto che Carlo aveva lo stomaco perforato, racconta Agostino Anselmi. Così gli somministra due calmanti. In questo modo le condizioni di Carlo peggiorano subito». Il medico a questo punto decide di trasportarlo con un furgoncino privo di qualsiasi assistenza all'ospedale più vicino, quello di Santa Clara, a circa tre ore di distanza, dove è operato d'urgenza. Dopo l'intervento Carlo è messo nel reparto di terapia intensiva.

A questo punto il padre, Agostino Anselmi, chiama la Farnesina, l'Unità di Crisi, il Consolato a Cuba e l'assicurazione con cui Carlo aveva sottoscritto una polizza, che prevedeva una copertura in caso di ricovero con il rientro immediato in aereo. Non succede nulla. Le ore passano, i giorni passano, la febbre sale e Carlo peggiora. La situazione diventa sempre più critica. Solo il 27 agosto i funzionari dell'ambasciata prendono contatto con l'ospedale per organizzare il trasferimento di Carlo, che morirà poche ore dopo.

Dopo i funerali, la Procura della Repubblica di Monza ordina la riesumazione della salma e, dopo aver aperto la bara, Agostino scopre che gli organi erano stati espiantati, «non solo gli occhi, ma anche quelli che solitamente non possono essere utilizzati per i trapianti, come la trachea. Ciò ha impedito di compiere in Italia un'autopsia in contraddittorio con quella effettuata a Cuba», sottolinea il padre di Carlo Anselmi.


http://www.mbnews.it/attualita/109-attualita/26599-seregno-100-mail-per-cercare-la-verita-sulla-morte-di-carlo-anselmi.html

_________________
avatar
arcoiris
Admin

Messaggi : 15646
Data d'iscrizione : 25.04.12
Età : 41
Carattere : vieja y desbaratada pero fantasiosa y calientica

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: «CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Messaggio Da arcoiris il Ven 20 Lug 2012 - 10:00

Seregno non dimentica Anselmi
«Il paese vuole delle risposte»




Seregno - Lo stato italiano considera chiusa la vicenda che ha portato la morte di Carlo Anselmi. Le istituzioni rimangono in silenzio di fronte alle domande che il sindaco di Seregno continua a inviare con costanza da cento settimane. Carlo Anselmi nell'agosto di tre anni fa è andato a Cuba per una vacanza ed è stato colpito da un malore. Sotto i riflettori è tornato il comportamento dei funzionari del consolato italiano sull'isola. Cacciati di negligenza per non essere intervenuti subito sul trasferimento di Carlo in una struttura più adeguata. Giacinto Mariani, sindaco di Seregno, non riesce a capire questo silenzio: «Oggi ne so ancora meno di allora, tutto il paese vuole avere risposte». Anche il padre, Agostino Anselmi non riesce a darsi pace sul comportamento delle istituzioni, si domanda se può essere un fattore di omertà o che cosa: «Perché non ci danno alcuna risposta»?


http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/302717_seregno_non_dimentica_carlo_anselmi_tutto_il_paese_vuole_delle_risposte/

_________________
avatar
arcoiris
Admin

Messaggi : 15646
Data d'iscrizione : 25.04.12
Età : 41
Carattere : vieja y desbaratada pero fantasiosa y calientica

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: «CASO ANSELMI», CENTO SETTIMANE SENZA RISPOSTE

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum